A proposito del patto del Nazareno


tratto dal Fatto quotidiano del 26 luglio 

Il giornalista del Fatto riferisce di alcune conversazioni avvenute a cena tra B. e i suoi l’altra sera in un ristorante del centro di Roma.

Ecco cosa dice, ad esempio, B. della riforma del Senato:

“Ma cosa volete che m’importi del Senato, quella è una cosa di Renzi, io il patto del Nazareno l’ho fatto per la giustizia e la legge elettorale. Se non c’è l’Italicum con i nominati io come vi riporto alla Camera?”. La risata generale è di sollievo.

Dal Condannato l’ennesima conferma che nel patto segreto del Nazareno c’è anche la riforma della giustizia da fare insieme al Pd di Matteo Renzi. È il terzo decisivo step previsto da un testo scritto e firmato dai due contraenti, lo Spregiudicato “Matteo” e il Pregiudicato “Silvio”. [..]

Ecco poi cosa si dicono Toti e Berlusconi alla stessa cena:

Toti: “Presidente così Renzi non lo fermiamo più. Sta occupando tutto, mettendo i suoi in ogni posto…”.

B. lo ha stoppato e ha iniziato questa analisi che il Fatto riporta in maniera testuale: “Renzi è un fuoriclasse, un grande comunicatore, è determinato, è cattivo. Con me ha preso degli impegni precisi. A me del Senato non importa nulla, lui si è impegnato con me sull’Italicum e sulla giustizia. E a me questo interessa. Sulla giustizia faremo insieme quello che io da solo non sono riuscito a fare. In ogni caso lo staneremo in autunno, sull’economia. Renzi non ha alternative a una manovra complessiva da trenta miliardi euro, Dove li prende i soldi? Deve mettere per forza le mani nelle tasche degli italiani, vedrete ci sarà il prelievo forzoso sui conti correnti”.

Il fatto quotidiano

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