roberta de monticelli, la questione civile e la necessità dell’indignazione


Diceva Socrate che “il filosofo è lo specialista dell’ignoranza” ed è proprio citando Socrate che Roberta De Monticelli risponde alla prima domanda posta da Michelina Borsari.

Nello splendido scrigno della Sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia, Domenica 26 Febbraio Borsari ha infatti intervistato Roberta De Monticelli passando al vaglio i punti nodali dell’ultimo lavoro dell’illustre filosofa italiana, dal titolo “La questione civile”.

Una bella mattina mite, chiara e soleggiata, per passare uno sguardo critico sul baratro morale in cui la cultura italiana sembra affondanta. Una specie di selva oscura dantesca, paragone calzante che Michelina Borsari utilizza per aprire la conversazione con De Monticelli; noi come Dante, siamo nella selva ma non sappiamo come ci siamo finiti.

roberta de monticelli coeconews

Ma qual’è la selva oscura nella quale siamo precipitati? Quali sono gli alberi che la caratterizzano?

Borsari legge un pezzo del lavoro di De Monticelli che descrive la fitta vegetazione di questa foresta caratterizzata da corruzione a tutti i livelli, cordate, clientelismi, favoritismi, tante e troppe retrovie per raggiungere i traguardi senza percorrere la strada principale. Apertamente e pubblicamente schierata da sempre contro questi tipi di logica a Roberta De Monticelli e alle sue opere va attribuito un merito importante che basta a giustificare la lettura di queste: l’aver afferrato la filosofia per un braccio e averla riportata a terra.

Spesso, leggendo libri, saggi o brevi trattati filosofici, rimaniamo con l’impressione di aver curiosato in un bellissimo mondo ideale ma che poco ha a che fare con quello che ci troviamo davanti quando la sveglia sul comodino suona a apriamo gli occhi.

Come una cacciatrice di farfalle, Roberta De Monticelli acchiappa al filosofia che vola in alto e la porta a terra, non per tarparle le ali ma per permetterle di nutrisi ancora del nettare della società e continuare a volare.

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Il dialogo tra la filosofa e Borsari tocca Dante, Platone, Socrate, Kant, Bobbio, Grozio, Aristotele,Weil, Nietzsche, Calamandrei e molti altri autori e pensatori classici e moderni facendoli finalmente incontrare con la realtà del nostro paese, la sua nascita ed i suoi padri fondatori (Garibaldi, Mazzini…), con la Prima Repubblica e altre di quelle che lei chiama “rivoluzioni incompiute”, con l’ultimo periodo della politica italiana e anche con il deturpamento del paesaggio naturale.

Lo scopo di tutti questi fili che De Monticelli intreccia è quello di indagare cos’è che ha portato la cultura italiana a trovarsi nel buio attuale che ha inghiottito la concezione di ogni tipo di rapporto, lavorativo, politico…sociale in generale. Soprattutto è importante capire cos’è che ci ha portato a giustificare tutto ciò con una scrollata si spalle accompagnata dalla frase “tanto così va il mondo”.

Com’è che siamo precipitati in un sonnanbulismo etico che porta al nascondersi alla nostra coscienza di ciò che è male?

Perché c’è stata e ancora c’è desistenza nel considerare il disastro che prende piede? De Monticelli tocca un tema attuale ed estremamante presente a tutti i livelli della nostra vita quando invita a pensare alla nostra coscienza morale, viva nel privato (per esempio quando giudichiamo un comportamento o un attaggiamento di un’altra persona dei nostri confronti buono o cattivo) ma totalmente addormentata a livello civile, quando il nostro sguardo deve ampliarsi ed abbracciare un noi collettivo più vasto.

Quando il punto di vista si sposta dal singolo alla collettività, l’indifferenza morale diventa pervasiva e tutto viene concepito come irrimediabilmente relativo. Siamo sempre più pervasi da quella che De Monticelli chiama coscienza danzante, guidata dall’idea che i valori siano solo proiezioni soggettive e che tutto sia interpretazione personale. Questo sterile relativimo soggettivo, rende inutile qualunque discussione su ciò che è giusto e sbagliato, ciò che è bene e male.. tanto: dipende dai punti ti vista

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Ma allora, chiede giustamente Borsari, come si contemperano la necessaria libertà di pensiero di ognuno e la necessità di valori che siano veri, di un giusto che sia giusto e di uno sbagliato che sia sbagliato? Deve esserci libertà di pensiero ma non rinvio infinito delle interpretazioni, altrimenti tutto diventa giustificato e giustificabile.

La De Monticelli suggerisce una soluzione nel bilanciamento di ethos ed Etica ovvero delle singole concezioni del mondo proprie di ogni soggetto e la disciplina di ciò che ognuno di noi deve agli altri.

Nel suo libro la filosofa espone tre idee di giustizia e spiegando attraverso Platone perché dobbiamo tutelare il nostro paesaggio, De Monticelli termina proponendo i concetti di antologia della turbitudine ed esercizi spirituali del disgusto sottolineando come la nostra sensibilità costituisca una delle fonti di evidenza dei nostri valori. Per questo non dobbiamo aver paura di soffrire e di sdegnarci davanti a qualcosa che riteniamo ingiusto.

La sofferenza è necessaria alla comprensione e l’indignazione è un sentimento morale poiché in esso vi è una parte che riugarda l’universale, la nostra persona ma anche un noi collettivo.

L’opera di De Monticelli è un invito a guardare quello che succede attorno, a criticare e non aver paura di farlo perché solo così possiamo migliorarci a livello personale ma anche e soprattutto a livello collettivo.

Forse è davvero colpa dei troppi relativismi, nichilismi, soggettivismi e tanti altri “ismi” se sembriamo bloccati in un momento storico in cui per tutto, sembra esserci una giustificazione. Invece no: i “mali” ed i “beni” vanno riconosciuti e la libertà di pensiero non va confusa con l’abilità di trovare una giustificazione ad ogni azione umana, altrimenti rischiamo di continuare a star fermi e non procedere più nel nostro percorso.

Ogni strada che porta da qualche parte infatti possiede direzioni, limiti e confini ben precisi ed è solo marciando entro questi che si arriva ad una meta piuttosto che ad un’altra.

Roberta De Monticelli è una filosofa italiana che dal 1989 al 2004 è stata Professore ordinario di Filosofia moderna e contemporanea all’Università di Ginevra e attualmente regge la cattedra di Filosofia della persona all’Università Vita-Salute San Raffaele.

“La questione civile” è edito da Raffaello Cortina Editore.

Michelina Borsari è direttore scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia. Ricercatrice, insegnante e curatrice di molti scritti e riflessioni filosofiche, durante la sua direzione scientifica della fondazione San Carlo di Modena (1987-2008) progetta la Scuola Internazionale di Alti Studi “Scienze della Cultura”.

Ilaria Iadevaia

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