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Città Ecologiche

Curitiba, “capitale ecologica” del Brasile

Curitiba, agglomerato urbano nel sud del Brasile. Qui, buon senso e creatività messi al servizio di un’amministrazione illuminata, sono stati in grado di coinvolgere attivamente i cittadini in una trasformazione urbana senza precedenti. Un caso esemplare di urbanizzazione moderna, opera di un sindaco visionario che ha trovato soluzioni poco costose, semplici e ingegnose per risolvere con efficacia i problemi di una metropoli in crescita.

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di Lucia Cuffaro

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Il caso di Curitiba dimostra come siano affrontabili le problematiche delle immense megalopoli attraverso la democrazia, la buona amministrazione e la partecipazione

È nelle grandi metropoli del Terzo mondo, e in particolare nelle loro degradate periferie, che entra in crisi il rapporto tra risorse e popolazione. La disordinata crescita degli agglomerati urbani attiva un circolo vizioso fatto di degrado umano, sfruttamento della manodopera, disoccupazione, malattie e criminalità, problemi che nella maggior parte dei casi restano insolubili. È possibile immaginare un modello di sviluppo urbano diverso?

Il caso di Curitiba dimostra come siano affrontabili le problematiche delle immense megalopoli attraverso la democrazia, la buona amministrazione e la partecipazione.

Fondata nel 1654, Curitiba è la capitale dello stato del Paraná e il più grande agglomerato urbano del sud del Brasile. Nonostante una popolazione che cresce al ritmo di un raddoppio ogni dieci anni, passando dai 300.000 abitanti del 1950 ai circa 2.500.000 attuali, ha un livello di benessere, sicurezza, protezione dell’ambiente, istruzione, salute e stabilità politica, che ne fanno un esempio non solo nel resto del Brasile, ma anche della maggior parte dei paesi industrializzati.

Tutto è partito nel 1971 quando Jaime Lerner, un esperto di architettura e di urbanistica, figlio di immigrati polacchi, viene eletto sindaco di Curitiba, perché considerato talmente inoffensivo da mettere d’accordo i diversi gruppi politici.

Lerner decise di iniziare il proprio mandato analizzando l’assetto urbanistico, i trasporti pubblici e la viabilità, elementi fondamentali per il buon funzionamento dell’intero sistema urbano. Non potendo realizzare una metropolitana a causa della scarsa disponibilità delle casse comunali, ebbe l’idea geniale di “metropolizzare” gli autobus, realizzando un sistema integrato di trasporti pubblici, internazionalmente apprezzato per un altissimo livello di efficienza associato a bassi costi, che ha salvato dal totale congestionamento gli abitanti della città.

Senza apportare grandi sconvolgimenti al centro storico, le strade esistenti di Curitiba sono state modificate per realizzare corridoi preferenziali per autobus, poste al centro di grandi viali ad otto corsie, che attraversano la città in tutte le direzioni. La velocità di percorrenza da parte dei mezzi pubblici è tuttora paragonabile a quella di una metropolitana grazie a semafori regolati in modo da avere sempre la precedenza. Le fermate sono tubi di vetro chiusi, dove si accede solo dopo aver acquistato il biglietto. Le piattaforme sono parallele al piano degli autobus, in modo da velocizzare la discesa e la salita dei passeggeri, e per agevolare i portatori di handicap e le persone dalla mobilità ridotta. Nelle ore di punta, le linee più affollate partono ogni 30 secondi.

Gli autobus trasportando il 79% dei pendolari, con un grado di soddisfazione degli utenti pari al 90%; è diminuito il traffico di auto private, gli ingorghi sono scomparsi, mentre il tasso di inquinamento risulta notevolmente ridotto. Il trasporto pubblico è integrato da oltre 200 chilometri di piste ciclabili , isolate dal traffico e collegate con le vie principali, le fermate degli autobus e i parchi. Un sistema efficace che è costato centinaia di volte in meno rispetto ad una metropolitana e che si autofinanzia interamente con le entrate dei biglietti.

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Gli autobus trasportano il 79% dei pendolari, con un grado di soddisfazione degli utenti pari al 90%

Un ulteriore passo è stato fatto nel 1972, con la creazione della prima isola pedonale del mondo in Rua das Flores. Secondo la leggenda, l’opera è stata realizzata in un solo fine settimana, per aggirare la possibile reazione dei commercianti, che avrebbero potuto bloccare l’iniziativa con un esposto, perché spaventati dall’idea di veder danneggiati gli affari dal divieto di accesso delle auto al centro. I lavori, iniziati proprio di venerdì, un’ora dopo la chiusura del tribunale, trasformarono la via, in un ampio viale lastricato, con aiuole, panchine, lampioni.

Il sabato successivo, le macchine che tentarono di passare per l’isola pedonale, si trovarono davanti centinaia di bambini intenti a dipingere su grandi rotoli di carta, stesi appositamente dal sindaco sulla pavimentazione. Un divertimento che ancora rappresenta un appuntamento tradizionale del sabato mattina per i bimbi di Curitiba, che vogliono dare libero sfogo alla loro creatività.

Nei due mandati successivi, Lerner ha proseguito le sue azioni urbane innovative, apportando anche misure sociali significative, attuate grazie alla partecipazione e al coinvolgimento della popolazione nelle soluzioni di ogni problema urbano.

Suo, infatti, è il concetto di “agopuntura urbana” , ovvero l’idea di agire sul sistema urbano attraverso micro interventi realizzati su nodi nevralgici della città, che rappresentano punti di pressione in grado di propagare gli effetti positivi in altre zone della città.

Ne sono un esempio le politiche adottate per affrontare la miseria nelle baraccopoli, iniziative che hanno reso i quartieri poveri di Curitiba i “migliori” al mondo.

Per i meno abbienti sono già state costruite 14 mila case popolari. Per favorire l’integrazione sociale e l’equità, è incentivata l’edilizia di piccola taglia con modalità particolari: sono distribuiti piccoli appezzamenti di terreno dove costruire case e realizzare orti per l’autoproduzione. Il cittadino può usufruire di un’ora di consulenza gratuita da parte di un architetto del comune e acquistare i materiali di costruzione grazie a finanziamenti comunali a lungo termine, ripagati con piccolissime rate mensili. Per festeggiare l’edificazione di ogni nuova casa il comune regala un albero da frutta e uno ornamentale.

La speculazione edilizia è scoraggiata da un’attenzione particolare alla chiarezza dei piani regolatori e di un “Sistema Geografico Informatizzato”, con il quale è possibile avere informazioni precise su tutto il tessuto urbano.

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Il sabato mattina i bimbi di Curitiba che vogliono dare sfogo alla loro creatività dipingono su grandi rotoli di carta

Ogni decisione non piove dall’alto ma è presa assieme ai rappresentanti dei cittadini. Grazie alle proposte e ai suggerimenti dei singoli cittadini sono state adottate una serie di misure a completamento delle soluzioni urbanistiche, che hanno migliorato ulteriormente la qualità della vita. Un livello di trasparenza nelle decisioni dell’amministrazione pubblica e di partecipazione democratica, che non trova riscontro in nessun altro Paese del mondo.

In controtendenza alle modalità di sviluppo di ogni metropoli, Curitiba è riuscita oltre che a preservare anche ad aumentare le aree verdi presenti all’interno del suo perimetro grazie alla realizzazione di piccoli ecosistemi, che riproducono la flora e la fauna del territorio circostante. Ogni cittadino ha a disposizione una media 55mq di verde, una superficie dieci volte superiore rispetto a quella raccomandata dalle Nazioni Unite. Per evitare spese legate all’acquisto e al mantenimento di trattori e benzina, questi parchi sono ingegnosamente curati da pecore “municipali”.

Molto efficace è il programma del “cambio verde”, un sistema escogitato da Lerner per educare al riciclo gli abitanti di Curitiba e per risolvere i problemi sanitari delle favelas.

Ogni giorno furgoncini comunali consegnano ticket in cambio di rifiuti ai poveri delle bidonville, attraversano vicoli strettissimi, che prima impedivano ai camion della nettezza urbana di entrare e raccogliere la spazzatura accumulata in mezzo alle baracche e ai margini dei canali, con conseguenze disastrose da un punto di vista sanitario.

Ogni famiglia ottiene in cambio di 4 chili di rifiuti differenziati, 1 chilo di frutta o verdura, acquistata dal comune dai contadini locali per sostenere la produzione delle aziende agricole del territorio. Oppure con i ticket si possono ottenere generi di prima necessità derivanti dai surplus stagionali comprati a basso prezzo dall’amministrazione.

Il programma è rivolto anche ai bambini, che al posto di materiali da riciclo ottengono giocattoli, dolci o attrezzatura per la scuola. Inoltre, il “telefono della solidarietà” favorisce la raccolta di mobili ed elettrodomestici usati, riparati da artigiani, e rivenduti a basso prezzo o regalati a persone con problemi economici.

Soluzioni ingegnose a problemi comuni di spreco e inquinamento, che permettono di sgombrare i rifiuti dagli spazi più difficili da raggiungere, e di migliorare l’igiene e l’alimentazione nei quartieri più poveri.

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Ogni famiglia ottiene in cambio di 4 chili di rifiuti differenziati, 1 chilo di frutta o verdura, acquistata dal comune dai contadini locali

Oggi Curitiba ha un livello di raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari a circa il 70% della spazzatura prodotta, il cui ricavato è reinvestito per la città, attraverso programmi di utilità sociale. I centri di smistamento, realizzati a loro volta con materiali di recupero, contribuiscono ulteriormente all’integrazione sociale occupando lavoratori disagiati o disabili.

Attraverso la pulizia della città e una migliore alimentazione dei meno abbienti si è ottenuto un netto miglioramento della salute. L’assistenza medica è diffusa capillarmente sul territorio. I cittadini hanno a disposizione 36 ospedali con 4500 posti letto, dove vi è la possibilità, con una semplice telefonata, di fissare appuntamenti per controlli medici, visite ecc. oltre che ad avere medicinali gratuiti. Tutti bambini poveri, fino al compimento del quinto anno di età, vengono sottoposti a controlli periodici e check-up gratuiti. Il tasso di mortalità infantile di un terzo minore rispetto alla media nazionale, e l’alto grado di alfabetizzazione (il 95%, della popolazione) fanno di Curitiba una delle città più virtuose del Brasile.

La metropoli dispone, infatti, di un efficiente sistema scolastico che cerca d’incentivare l’istruzione dei giovani e la loro immissione nel mondo del lavoro. A tal proposito sono organizzati corsi di formazione professionale per 10 mila persone all’anno. Grazie poi al microcredito, una volta imparato un mestiere i giovani possono avviare un’attività in proprio.

Iniziative per l’educazione sono concretizzate soprattutto nelle periferie, dove Lerner ha fatto costruire scuole, asili, impianti culturali e sportivi, promuovendo una fruizione democratica di tutti quei servizi che una volta erano disponibili soltanto al centro. Ha realizzato anche 30 biblioteche di quartiere con 7000 volumi ciascuna, chiamate “Fari del sapere”, ovvero delle torri luminose e colorate alte 15 metri, ad altissimo impatto visivo e simbolico: il faro come simbolo della diffusione della conoscenza.

Dopo trent’anni d’interventi di buona amministrazione e di “vera” partecipazione democratica, Curitiba rappresenta una fabbrica vivente di progetti che affrontano con decisione ed efficacia i problemi di sostenibilità, prevenzione alle malattie, mobilità e integrazione sociale tipici di una metropoli, ma che inspiegabilmente risulta essere un modello di sviluppo poco conosciuto al di fuori dei confini brasiliani e dei libri di urbanistica.

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